ARTEQUARANTUNO

Studio d’arte – Galleria – Consulenza

La storia

Artequarantuno è uno spazio polifunzionale nato nel 2021: studio e galleria d’arte contemporanea, concept store. È un luogo di fermento intellettuale.

Artequarantuno è il progetto di due amiche, Marcella e Loredana, appassionate di arte e poesia che uniscono le proprie esperienze e realizzano il sogno di una vita: uno studio d’arte dove poter creare, una galleria dove esporre e rappresentare altri artisti, uno spazio creativo adatto ad ospitare incontri d’arte e di poesia, mostre ed eventi culturali.

Artequarantuno è la storia di tante amicizie coltivate negli anni, di confronti, di ricerche appassionanti. È il bisogno di condividere un ricco viaggio carico di bellezza.

Artisti

Alberto Casiraghy

Già liutaio e appassionato violinista, ha lavorato a lungo come tipografo, è diventato stampatore ed infine editore. È da sempre artista e poeta. Nel 1982, in un giorno inquieto -come egli racconta- ha fondato la Casa Editrice PulcinoElefante, unica nel realizzare libri stampati esclusivamente a caratteri mobili, piccole opere d’arte che in sole quattro pagine svelano la profondità di aforismi e poesie corredate di incisioni, acquerelli, fotografie o sculture. Vanni Scheiwiller lo definì «il panettiere degli editori, perché è l’unico che stampi i libri in giornata». La sua casa-bottega ad Osnago, una wunderkammer colma di oggetti, opere, foglietti, libri, maschere africane, con al centro del focolare la sua macchina tipografica Nebiolo manuale, è frequentata da migliaia di persone, da lì sono passati moltissimi personaggi noti: da Bruno Munari a Fernanda Pivano, da Giuseppe Pontiggia a Giosetta Fioroni, da Sandro Chia a Maurizio Cattelan, ma anche persone comuni alla ricerca della meraviglia. Nel 1992 conosce la poetessa Alda Merini con la quale stampa più di mille libretti, molti dei quali illustrati da lui stesso. Nel 2016 il regista Silvio Soldini dedica a lui e all’amico tipografo e rilegatore svizzero Josef Weiss il film documentario Il fiume ha sempre ragione. Nel 2020 il Comune di Milano acquista l’archivio di PulcinoElefante, composto da circa 11.000 titoli, attualmente conservato nella casa-museo Boschi-Di Stefano. Nel corso del 2023 il Comune di Milano lo omaggia con una mostra personale presso il Museo di Storia Naturale. Egli scrive di sé: «È un amico del vento. Da anni cerca sogni da disegnare. È vegetariano, suona il violino, è devoto di Bach e Mahler. Scrive aforismi e poesie per conoscersi» e si definisce «un uomo felice ma non spensierato».

A former luthier and passionate violinist, he worked for a long time as a typographer, becoming a printer, and finally a publisher. He has always been an artist and a poet. In 1982, on a restless day—as he himself tells it—he founded the PulcinoElefante publishing house, the only one to produce books printed exclusively with movable type, small works of art that in just four  pages reveal the depth of aphorisms and poems accompanied by engravings, watercolors, photographs, or sculptures. Vanni Scheiwiller called him “the publishers’ baker, because he’s the only one who prints books on the same day.” His home-workshop in Osnago, a cabinet of curiosities filled with objects, works, leaflets, books, African masks, with his manual Nebiolo printing press at the hearth, is frequented by thousands of people. Many famous figures have passed through there: from Bruno Munari to Fernanda Pivano, from Giuseppe Pontiggia to Giosetta Fioroni, from Sandro Chia to Maurizio Cattelan, but also ordinary people in search of wonder. In 1992, he met the poet Alda Merini, with whom he printed more than a thousand booklets, many of which he illustrated himself. In 2016, director Silvio Soldini dedicated the documentary film “The River Is Always Right” to him and his friend, the Swiss printer and bookbinder Josef Weiss. In 2020, the City of Milan purchased PulcinoElefante’s archive, consisting of approximately 11,000 titles, currently housed in the Boschi-Di Stefano house-museum. In 2023, the City of Milan will honor him with a solo exhibition at the Museum of Natural History. He writes about himself: “He is a friend of the wind. For years he has been looking for dreams to draw. He is a vegetarian,he plays the violin, and is a devotee of Bach and Mahler. He writes aphorisms and poems to understand himself,” and he defines himself as “a happy but not carefree man.”

Roberto Ciroli

Roberto Ciroli nasce a Brescia nel 1969. Nel 1996 si diploma in Scenografia presso l’accademia di Belle Arti di Brera. Già dagli ultimi anni di studio partecipa a mostre collettive, presentando opere in cui la natura umana, osservata attraverso un altro ironico, viene deformata in sculture grottesche – dai titoli sarcastici ed evocativi – calate in una realtà onirica. Queste figure, sempre in equilibrio precario, diventano il modulo espressivo attorno al quale, in seguito, si svilupperanno anche le sue installazioni e i progetti site specific. Nel 1999 vince il Premio Moretto Città di Brescia – sezione scultura. Nel 2000 è selezionato tra i dodici artisti chiamati a illustrare il calendario di Chiquita. Dal 2001 si dedica anche all’illustrazione per l’infanzia, pubblicando con la casa editrice Giunti e avviando una collaborazione come illustratore per la sezione editoriale scolastica di Arnoldo Mondadori. Nello stesso anno vince il Premio Arte Mondadori, nella sezione scultura, con l’opera Briscola col morto. Parallelamente intraprende l’attività di restauratore pittorico, lavorando in chiese e palazzi storici. Questa esperienza influenza la sua produzione artistica, sia nella scelta delle tematiche affrontate sia nella sperimentazione di nuovi materiali. Nelle sue opere è evidente la fascinazione per il passato e l’interesse per una realtà perduta rievocata attraverso una nervatura ironica e contemporanea. Nel 2012 è selezionato tra i finalisti del Premio Basi. Nel 2015 realizza il libro d’artista Gli arcani maggiori e la calzetta della Papessa, carte in slippini abbastanza divinatorie, una rivisitazione burlesca dei Trionfi marsigliesi. Nello stesso anno, in occasione di Expo 2015, crea l’installazione Franza o Spagna purché se magna per il Giardino Botanico André Heller a Gardone Riviera. Nel 2020 collabora con il gruppo musicale The Knights, realizzando Fuga a manovella dalla Vigogna imbizzarrita, una scultura ispirata al brano musicale Leyendas: An Andean Walkabout di Gabriela Lena Frank. Nel 2023, in occasione dei quarant’anni della Civica Raccolta del Disegno di Salò, otto sue installazioni dialogano con l’allestimento della mostra La passeggiata della linea. 100 protagonisti del disegno contemporaneo, tenutasi presso il MuSa di Salò. Nel 2024 la scultura Quello è acquisita dal MuSa di Salò; l’installazione Più di là che di qua e la scultura Proliferare d’arti nell’uomo vitruviano entrano nella Collezione Taviloglu di Istanbul.

Roberto Ciroli was born in Brescia in 1969. In 1996, he graduated in Scenography from the Brera Academy of Fine Arts. During his final years of study, he began participating in collective exhibitions, presenting works where human nature, observed through an ironic lens, is deformed into grotesque sculptures – with sarcastic and evocative titles – set within a dreamlike reality. These figures, always in a precarious balance, became the expressive module around which his subsequent installations and site specific projects would develop. In 1999, he won the Moretto Prize of the City of Brescia – sculpture section. In 2000, he was selected as one of the twelve artists invited to illustrate the Chiquita calendar. Since 2001, he has also dedicated himself to children's illustration, publishing with the Giunti editore publishing house and beginning a collaboration as an illustrator for the educational editorial section of Arnoldo Mondadori. In the same year, he won the Arte Mondadori Prize in the sculpture section with the work Briscola col morto. At the same time, he undertook a career as a pictorial restorer, working in churches and historic palaces. This experience influenced his artistic production, both in the choice of themes addressed and in the experimentation with new materials. In his works, a fascination for the past and an interest in a lost reality, evoked through an ironic and contemporary vein, are evident. In 2012, he was selected as a finalist for the Basi Prize. In 2015, he created the artist's book Gli arcani maggiori e lacalzetta della Papessa, carte in slippini abbastanza divinatorie, a burlesque reimagining of the Marseilles Trionfi. In the same year, on the occasion of Expo 2015, he created the installation Franza o Spagna purché se magna for the André Heller Botanical Garden in Gardone Riviera. In 2020, he collaborated with the musical group The Knights, creating Fuga a manovella dalla Vigogna imbizzarrita, a sculpture inspired by the musical piece Leyendas: An Andean Walkabout by Gabriela Lena Frank. In 2023, on the occasion of the fortieth anniversary of the Civica Raccolta del Disegno in Salò, eight of his installations engaged in dialogue with the exhibition layout of La passeggiata della linea. 100 protagonisti del disegno contemporaneo, held at the MuSa in Salò. In 2024, the sculpture Quello è was acquired by the MuSa in Salò; the installation Più di là che di qua and the sculpture Proliferare d’arti nell’uomo vitruviano entered the Taviloglu Collection in Istanbul.

Benedetta Patrizia Fratus

ARTIVISTA attiva da anni sulla scena nazionale ed internazionale, Patrizia Benedetta Fratus considera l’arte come strumento di cambiamento ed evoluzione individuali e collettivi, sociali e politici. Artista multimaterica, usa medium di scarto per avviare opere partecipate e relazionali, coinvolgendo per la loro realizzazione coloro che, facendole, ne diventano parte viva. Cerca nelle mappe dei linguaggi le radici dell’immaginario possibile, oltre gli stereotipi. Nelle parole sta il potere di generare mondi, infiniti mondi. Intende la pratica artistica come strumento di sperimentazione intellettuale ed empirica di consapevolezza, autosufficienza e autodeterminazione, elementi necessari per l’emancipazione umana. Nata a Palosco nel 1960, si è formata all’Istituto Marangoni di Milano, lavorando poi nella sartoria del Teatro alla Scala. Nel 2004 debutta come artista a Parigi nella Galleria Edgar le Marchand d’Art. Dal 2005 espone in gallerie in Italia e all’estero, da Bergamo a Brescia, Milano, Londra, Parigi e New York. Vince il Premio Nocivelli ed è finalista al Premio Cairo nel 2009. Nel 2011 realizza la prima “Cometumivuoi”, una bambola nata dalle continue sollecitazioni della cronaca di femminicidio. Dal 2012 lavora a progetti di arte relazionale e ambientale, collaborando anche con case di accoglienza e scuole.

An ARTIVIST active for years on the national and international scene, Patrizia Benedetta Fratus views art as a tool for individual, collective, social, and political change and evolution. A multi- material artist, she uses discarded media to initiate participatory and relational artworks, engaging those who, by creating them, become a living part of them. In language, she searches for the roots of possible imagination, beyond stereotypes. Words have the power to generate worlds, infinite worlds. She views artistic practice as a tool for intellectual and empirical experimentation in awareness, self-sufficiency, and self-determination, all essential elements for human emancipation. Born in Palosco in 1960, she trained at the Istituto Marangoni in Milan, later working in the dressmaking department of the Teatro alla Scala. In 2004, she made her debut as an artist in Paris at the Galerie Edgar le Marchand d’Art.  Since 2005, she has exhibited in galleries in Italy and abroad, from Bergamo to Brescia, Milan, London, Paris and New York. She won the Nocivelli Prize and was a finalist for the Cairo Prize in 2009. In 2011, she created her first “Cometumivuoi” (“Asyouwantme”), a doll born from the constant pressure of news reports on feminicide. Since 2012, she has worked on relational and environmental art projects, also collaborating with shelters and schools.

Loredana Gares

Nata in Val Trompia nel 1979 (Brescia), Loredana Gares si forma presso l’Accademia di Belle Arti LABA di Brescia, dove si laurea in Scenografia. Dopo un’esperienza imprenditoriale nel settore della ristorazione, rientra nell’azienda di famiglia sul Lago di Garda, continuando a operare nell’ambito turistico-alberghiero. Parallelamente coltiva con costanza la passione per la pittura e per l’arte, lavorando nello studio condiviso con l’amica, Marcella Menichetti e collaborando alla realizzazione di diverse mostre sul Garda. La sua sensibilità artistica la porta per diversi anni lontano da casa, in Paesi del terzo mondo, impegnata in progetti umanitari. Un’esperienza intensa e trasformativa, che arricchisce il suo sguardo sul mondo e lascia un’impronta indelebile nella sua ricerca creativa. Nel 2020 avvia il progetto “Il mondo di Lore”, che evolve successivamente in Arte41.decor, un brand rivolto al Garden & Home Decor e Hospitality con collezioni di porcellane e ceramiche dipinte a mano e a tiratura limitata in collaborazione con artisti noti come Alberto Casiraghy. Un’altra proficua partnership è quella con Allorvm per la realizzazione di mobili decorati con carta da parati contemporanee o arricchiti e dipinti con tecniche miste. Nel 2021 nasce a Salò Artequarantuno, studio e galleria d’arte contemporanea, uno spazio polifunzionale e concept store. È un luogo di fermento intellettuale; il progetto di due amiche, Loredana e Marcella , appassionate di arte e poesia che uniscono le proprie esperienze e realizzano il sogno di una vita: uno studio d’arte dove poter creare, una galleria dove esporre e rappresentare altri artisti, uno spazio creativo adatto ad ospitare incontri d’arte e di poesia, mostre ed eventi culturali.  Attraverso la pubblicazione di cataloghi, libri d’arte e raccolte poetiche, Loredana e Marcella promuovono da anni gli artisti che hanno scelto con cura e sensibilità. Ogni progetto editoriale nasce come un atto di valorizzazione: un modo per dare voce alle loro ricerche, custodirne la memoria e accompagnarne l’evoluzione. Con gli artisti e le loro creazioni, Artequarantuno racchiude la propria anima, fatta di ascolto, visione e dialogo. Lo spazio espositivo, lo studio e le pubblicazioni diventano così un unico ecosistema creativo, dove le storie personali si intrecciano con le opere e dove ogni collaborazione si trasforma in un percorso condiviso di crescita.

Born in Val Trompia (Brescia) in 1979, Loredana Gares studied at the LABA Academy of Fine Arts in Brescia, where she graduated in Scenography. After an entrepreneurial experience in the restaurant sector, she returned to the family business on Lake Garda, continuing to work in the tourism and hotel sector. At the same time, she consistently cultivated her passion for painting and art, working in the studio she shared with her friend, Marcella Menichetti, and collaborating on several exhibitions on Lake Garda. Her artistic sensibility took her away from home for several years, to Third World countries, engaged in humanitarian projects. An intense and transformative experience, which enriched her perspective on the world and left an indelible mark on her creative research. In 2020, she launched the project “Il mondo di Lore,” which later evolved into Arte41.decor, a brand dedicated to Garden & Home Décor and Hospitality with limited-edition collections of porcelain and ceramics hand-painted in collaboration with renowned artists such as Alberto Casiraghy. Another fruitful partnership is with Allorvm for the creation of furniture decorated with contemporary wallpaper or enriched and painted with mixed techniques. In 2021, Artequarantuno, a contemporary art studio and gallery, was opened in Salò, a multifunctional space and concept store. It is a place of intellectual ferment; the project of two friends, Loredana and Marcella, passionate about art and poetry, who combined their experiences and realized a lifelong dream: an art studio where they could create, a gallery where they could exhibit and represent other artists, a creative space suitable for hosting art and poetry meetings, exhibitions, and cultural events. Through the publication of catalogs, art books, and poetry collections, Loredana and Marcella have for years promoted the artists they have chosen with care and sensitivity. Every editorial project is born as an act of valorization: a way to give voice to their research, preserve their memory, and accompany their evolution. With the artists and their creations, Artequarantuno encapsulates its soul, made of listening, vision, and dialogue. The exhibition space, the studio, and the publications thus become a single creative ecosystem, where personal stories intertwine with the works and where every collaboration transforms into a shared journey of growth.

Massimo Levati

Massimo Levati è nato nel 1977 in provincia di Milano e si è trasferito da bambino a Toscolano Maderno (BS), sul Lago di Garda, dove ancor oggi vive e lavora.Sin da giovanissimo, si è dedicato al disegno e alla pittura, sperimentando materiali diversi e apprendendo, nella piccola officina meccanica del padre, l’intima connessione tra mano e materia. Successivamente ha inserito l’utilizzo dell’inchiostro di china, rappresentando nature morte e oggetti quotidiani nell’utilizzo esclusivo e totalizzante del nero appiattendoli e annullandone contenuti, volumi e forme. Dal 2014 ha iniziato a sperimentare la carta e a utilizzarla come principale medium espressivo.Il suo lavoro è un’operazione chirurgica, la carta viene infatti scolpita, forata, strappata, ricomposta, riposizionata, tagliata e riammendata con punte e lame di vario genere, completamente a mano. Quasi sempre piccole superfici con lavorazioni dense e reiterate in un intento micro-massimalista. Le sue opere, talvolta rappresentazione di studi fisiologici degli organismi, talaltra restituzioni di immagini oniriche e di incubi, passando da soggetti riconoscibili a forme aniconiche. La sua poetica riflette il disagio della malattia, il dolore della ferita, la condizione universale di sofferenza, la disperazione e lo smarrimento come condizioni umane persistenti. L’ombra e il negativo richiamano una luce necessaria per far muovere e vivere le sue forme funebri e delicate. Dopo anni di lavoro in solitudine, ha iniziato nel 2014 a presentare il suo lavoro al pubblico.

Massimo Levati was born in 1977 in the province of Milan and moved as a child to Toscolano Maderno (BS), on Lake Garda, where he still lives and works today. From a very young age, he devoted himself to drawing and painting, experimenting with different materials and learning, in his father’s small mechanical workshop, the intimate connection between hand and matter. He later introduced the use of India ink, representing still lifes and everyday objects exclusively and completely in black, flattening them and erasing their content, volume, and form. Since 2014, he has begun experimenting with paper and using it as his primary expressive medium. His work is a surgical operation: the paper is sculpted, perforated, torn, recomposed, repositioned, cut, and mended with various types of tips and blades, entirely by hand. Almost always, small surfaces with dense, reiterated workmanship, with a micro-maximalist intent. His works, sometimes representations of  physiological studies of organisms, sometimes restitutions of dreamlike images and nightmares, shift from recognizable subjects to aniconic forms. His poetics reflect the discomfort of illness, the pain of injury, the universal condition of suffering, desperation and loss as persistent human conditions. The shadow and the negative evoke a light necessary to bring his delicate, funereal forms to life. After years of working alone, he began presenting his work to the public in 2014.

Nino Lupica

Antonino Lupica, noto come Nino Lupica, è stato un pittore, artista grafico, scultore e docente italiano fortemente legato al mondo poetico e letterario. “Poeta del segno”, come lo descrisse il critico Paolo Levi, Lupica si ispirò ad alcune delle grandi opere della letteratura italiana ed europea e conobbe poeti tra cui Salvatore Quasimodo e Mario Luzi, di cui fu amico e collaboratore. Negli anni Sessanta Nino Lupica iniziò ad interpretare i versi di Salvatore Quasimodo e poi I Malavoglia di Giovanni Verga. Successivamente Lupica troverà ancora in alcune delle più grandi opere della letteratura classica italiana ed europea una fonte d’ispirazione costante, tra cui, i versi e i romanzi di Dante Alighieri, Calderón de la Barca, Alessandro Manzoni, Charles Baudelaire, Gabriele D’Annunzio, James Joyce, Federico García Lorca, Eugenio Montale e Mario Luzi. Con quest’ultimo Lupica avrà una collaborazione intensa ed una stima reciproca che porterà il poeta di Pienza a descriverlo come “Grafico superiore, di fantasia barocca, patetico, forte, vorticoso e leggero”. L’ultimo periodo artistico di Nino Lupica fu caratterizzato da un interesse verso la Natura come manifestazione poetica dello spirito e del dramma umano che lo spinse a catturare questa “Terra Madre” attraverso la scultura, il linguaggio fotografico e la grafica digitale. Nino Lupica ha esposto in Italia, Svizzera, Olanda, Danimarca, Francia, Israele, Spagna, Germania, Polonia, Canada, Portogallo e Grecia.

Antonino Lupica, known as Nino Lupica, was an Italian painter, graphic artist, sculptor, and teacher with strong ties to the world of poetry and literature. A “poet of the sign,” as critic Paolo Levi described him, Lupica drew inspiration from some of the great works of Italian and European literature and became acquainted with poets including Salvatore Quasimodo and Mario Luzi, with whom he was a friend and collaborator. In the 1960s, Nino Lupica began interpreting the verses of Salvatore Quasimodo and then Giovanni Verga’s I Malavoglia. Lupica would subsequently find a constant source of inspiration in some of the greatest works of Italian and European classical literature, including the verses and novels of Dante Alighieri, Calderón de la Barca, Alessandro Manzoni, Charles Baudelaire, Gabriele D’Annunzio, James Joyce, Federico García Lorca, Eugenio Montale, and Mario Luzi. Lupica enjoyed an intense collaboration with the latter, building a mutual respect that led the Pienza poet to describe him as “a superior graphic artist, of baroque imagination, pathetic, strong, whirling, and light.” Nino Lupica’s final artistic period was characterized by an interest in Nature as a poetic manifestation of the human spirit and drama, which drove him to capture this “Mother Earth” through sculpture, photography, and digital graphics. Nino Lupica has exhibited in Italy, Switzerland, the Netherlands, Denmark, France, Israel, Spain, Germany, Poland, Canada, Portugal, and Greece.

PANICO CICLOPICO. Roberto Ciroli

progetto INTESSERE a cura di Anna Lisa Ghirardi

27 settembre – 18 ottobre 2025

Inaugurazione sabato 27 settembre dalle ore 18

Orari: martedì-domenica 10-12.30 e 16-19

Catalogo

Notizie

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Artequarantuno
Via Calsone, 41 – 25087 Salò (BS)
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Marcella Menichetti
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Loredana Gares
Telefono (+39) 320 476 55 06

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